Il cuore dell’iniziativa è semplice e potente: incrementare il patrimonio arboreo, pubblico e privato, scegliendo specie capaci di nutrire api e insetti impollinatori, quei piccoli custodi silenziosi dell’equilibrio ambientale.
Farnia, frassino, carpino: alberi che raccontano la storia della nostra pianura, che arrivano dal vivaio di Veneto Agricoltura a Montecchio Precalcino e che i cittadini possono prenotare fino al 30 settembre, fino ad esaurimento disponibilità.
“Piantare alberi è un gesto rivoluzionario”.
Lo spirito dell’iniziativa lo riassume bene il sindaco Massimo Cavazzana:
«Piantare alberi è un gesto tanto rivoluzionario quanto antico.Non è solo un modo per abbattere la CO₂: è un modo per ricucire un ambiente che negli anni abbiamo reso più duro, più cementificato, più fragile. Gli alberi donano serenità a chi se ne prende cura e ricordano un principio semplice: non cresce ciò che si semina, cresce ciò che si custodisce.»
Ed è proprio qui che Tribano sceglie di stare: dalla parte di chi custodisce e continua a rinnovare e ampliare le sue aree verdi . Questa campagna non è una distribuzione di piantine: è un invito.
Un invito a immaginare giardini più vivi, strade più ombrose, cortili che tornano a essere luoghi di incontro.
Un invito per continuare a trasformare ogni cittadino in co‑autore del paesaggio tribanese, perché la bellezza non arriva dall’alto: cresce dal basso, radice dopo radice.
In un tempo che corre veloce, piantare un albero è un atto di resistenza gentile.
È dire: qui ci saremo anche domani.
È scegliere di lasciare un segno che non parla di noi, ma di chi verrà dopo.
Tribano aderisce alla campagna regionale con questa consapevolezza:
che ogni pianta consegnata, ogni buca scavata, ogni radice che attecchisce è un pezzo di futuro condiviso.
Farnia, frassino, carpino: alberi che raccontano la storia della nostra pianura, che arrivano dal vivaio di Veneto Agricoltura a Montecchio Precalcino e che i cittadini possono prenotare fino al 30 settembre, fino ad esaurimento disponibilità.
“Piantare alberi è un gesto rivoluzionario”.
Lo spirito dell’iniziativa lo riassume bene il sindaco Massimo Cavazzana:
«Piantare alberi è un gesto tanto rivoluzionario quanto antico.Non è solo un modo per abbattere la CO₂: è un modo per ricucire un ambiente che negli anni abbiamo reso più duro, più cementificato, più fragile. Gli alberi donano serenità a chi se ne prende cura e ricordano un principio semplice: non cresce ciò che si semina, cresce ciò che si custodisce.»
Ed è proprio qui che Tribano sceglie di stare: dalla parte di chi custodisce e continua a rinnovare e ampliare le sue aree verdi . Questa campagna non è una distribuzione di piantine: è un invito.
Un invito a immaginare giardini più vivi, strade più ombrose, cortili che tornano a essere luoghi di incontro.
Un invito per continuare a trasformare ogni cittadino in co‑autore del paesaggio tribanese, perché la bellezza non arriva dall’alto: cresce dal basso, radice dopo radice.
In un tempo che corre veloce, piantare un albero è un atto di resistenza gentile.
È dire: qui ci saremo anche domani.
È scegliere di lasciare un segno che non parla di noi, ma di chi verrà dopo.
Tribano aderisce alla campagna regionale con questa consapevolezza:
che ogni pianta consegnata, ogni buca scavata, ogni radice che attecchisce è un pezzo di futuro condiviso.
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