La Regione del Veneto prosegue il percorso di definizione delle nuove regole per l’installazione degli impianti da fonti rinnovabili, in attuazione del D.Lgs. 190/2024, attraverso un confronto strutturato e continuo con gli enti locali, le Commissioni consiliari e gli stakeholder territoriali.
Un metodo che sta producendo un risultato concreto: un impianto normativo condiviso, capace di tutelare i Comuni e di orientare lo sviluppo energetico verso le aree realmente idonee, evitando interventi indiscriminati nelle campagne venete.
La dichiarazione di Massimo Cavazzana, Vicepresidente ANCI Veneto
Massimo Cavazzana, Vicepresidente di ANCI Veneto, evidenzia il valore del percorso intrapreso:
“Il lavoro di squadra con le Commissioni consiliari e con gli assessori Marco Zecchinato e Massimo Bitonci sta producendo una soluzione equilibrata, che aiuta gli enti locali a gestire e condividere un processo rapido e complesso, destinato a incidere in maniera significativa sui nostri territori. La collaborazione istituzionale è la chiave per garantire una transizione energetica ordinata, sostenibile e rispettosa delle comunità.”
Tutela delle aree agricole: limiti chiari e criteri omogenei
Il nuovo quadro normativo, che sarà presentato attraverso un Disegno di Legge regionale, introduce per la prima volta limiti quantitativi precisi sull’utilizzo della Superficie Agricola Utilizzata (SAU), seguendo criteri omogenei e verificabili:
* 0,8% della SAU a livello regionale
* 2% della SAU a livello comunale, elevabile al 3% per autoconsumo industriale o comunità energetiche
* Inclusione degli impianti agrivoltaici
Questi limiti garantiscono che la transizione energetica non comprometta il paesaggio, le produzioni agricole e le tradizioni agroalimentari locali, assicurando che ogni intervento sia coerente con la pianificazione comunale.
Priorità alle aree già compromesse e alle infrastrutture strategiche
Il confronto con il territorio ha portato a una scelta chiara: favorire gli impianti nelle aree già degradate o infrastrutturate, riducendo la pressione sulle campagne.
Sono incentivate:
* Discariche chiuse o ripristinate
* Aree industriali e produttive
* Interporti e aree logistiche
* Aree aeroportuali
* Siti già interessati da impianti esistenti
Questa impostazione consente ai Comuni di governare lo sviluppo, evitando concentrazioni casuali e garantendo che ogni progetto sia coerente con la pianificazione locale.
Zone di accelerazione (PIZAT): semplificazioni mirate, non generalizzate
Il Piano regionale delle Zone di Accelerazione Terrestri (PIZAT) introduce semplificazioni autorizzative per gli impianti collocati nelle aree prioritarie, ma non nelle zone agricole di pregio.
Un equilibrio che permette di accelerare la transizione energetica senza sacrificare il territorio.
Un percorso costruito insieme ai Comuni
Grazie a:
* limiti chiari sulla SAU,
* criteri omogenei di valutazione,
* priorità alle aree già compromesse,
* tutela dei beni culturali e del paesaggio,
* strumenti di monitoraggio e controllo
si sta definendo un quadro normativo che rafforza il ruolo dei Comuni, garantisce trasparenza e permette di programmare lo sviluppo energetico in modo ordinato, sostenibile e condiviso.
Un metodo che sta producendo un risultato concreto: un impianto normativo condiviso, capace di tutelare i Comuni e di orientare lo sviluppo energetico verso le aree realmente idonee, evitando interventi indiscriminati nelle campagne venete.
La dichiarazione di Massimo Cavazzana, Vicepresidente ANCI Veneto
Massimo Cavazzana, Vicepresidente di ANCI Veneto, evidenzia il valore del percorso intrapreso:
“Il lavoro di squadra con le Commissioni consiliari e con gli assessori Marco Zecchinato e Massimo Bitonci sta producendo una soluzione equilibrata, che aiuta gli enti locali a gestire e condividere un processo rapido e complesso, destinato a incidere in maniera significativa sui nostri territori. La collaborazione istituzionale è la chiave per garantire una transizione energetica ordinata, sostenibile e rispettosa delle comunità.”
Tutela delle aree agricole: limiti chiari e criteri omogenei
Il nuovo quadro normativo, che sarà presentato attraverso un Disegno di Legge regionale, introduce per la prima volta limiti quantitativi precisi sull’utilizzo della Superficie Agricola Utilizzata (SAU), seguendo criteri omogenei e verificabili:
* 0,8% della SAU a livello regionale
* 2% della SAU a livello comunale, elevabile al 3% per autoconsumo industriale o comunità energetiche
* Inclusione degli impianti agrivoltaici
Questi limiti garantiscono che la transizione energetica non comprometta il paesaggio, le produzioni agricole e le tradizioni agroalimentari locali, assicurando che ogni intervento sia coerente con la pianificazione comunale.
Priorità alle aree già compromesse e alle infrastrutture strategiche
Il confronto con il territorio ha portato a una scelta chiara: favorire gli impianti nelle aree già degradate o infrastrutturate, riducendo la pressione sulle campagne.
Sono incentivate:
* Discariche chiuse o ripristinate
* Aree industriali e produttive
* Interporti e aree logistiche
* Aree aeroportuali
* Siti già interessati da impianti esistenti
Questa impostazione consente ai Comuni di governare lo sviluppo, evitando concentrazioni casuali e garantendo che ogni progetto sia coerente con la pianificazione locale.
Zone di accelerazione (PIZAT): semplificazioni mirate, non generalizzate
Il Piano regionale delle Zone di Accelerazione Terrestri (PIZAT) introduce semplificazioni autorizzative per gli impianti collocati nelle aree prioritarie, ma non nelle zone agricole di pregio.
Un equilibrio che permette di accelerare la transizione energetica senza sacrificare il territorio.
Un percorso costruito insieme ai Comuni
Grazie a:
* limiti chiari sulla SAU,
* criteri omogenei di valutazione,
* priorità alle aree già compromesse,
* tutela dei beni culturali e del paesaggio,
* strumenti di monitoraggio e controllo
si sta definendo un quadro normativo che rafforza il ruolo dei Comuni, garantisce trasparenza e permette di programmare lo sviluppo energetico in modo ordinato, sostenibile e condiviso.
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