A Tribano nasce un percorso che guarda lontano. Un progetto triennale dedicato alla legalità e alla cittadinanza attiva, pensato per i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni e costruito in collaborazione con Avviso Pubblico, Libera, l’ Istituto Comprensivo di Tribano , le Parrocchie di Tribano , Olmo e San Luca ,le forze dell’ordine e le associazioni del territorio. Un’iniziativa che non si limita a trasmettere contenuti, ma punta a generare un cambiamento culturale profondo, coinvolgendo l’intera comunità.
L’amministrazione comunale ha scelto di investire su un cammino educativo che unisce testimonianze, laboratori, visite, narrazione civile e teatro. Un percorso che accompagna gli studenti per tre anni, con l’obiettivo di trasformare la legalità da concetto astratto a pratica quotidiana, vissuta e condivisa.
Il progetto si articola in tre fasi: capire, raccontare, agire.
Nel primo anno gli studenti incontreranno esperti di Avviso Pubblico, di Libera, testimonial, giornalisti e illustratori che lavorano sulla memoria civile, e autrici che raccontano le storie delle vittime innocenti di mafia. Un viaggio che aiuta i ragazzi a comprendere la complessità dei fenomeni mafiosi e a riconoscere il valore delle scelte etiche.
Il secondo anno sarà dedicato alla narrazione sociale: visite ai beni confiscati, laboratori di podcast, approfondimenti su ecomafie e corruzione. I ragazzi diventeranno autori di un podcast civico, raccontando la legalità con la loro voce.
Nel terzo anno, invece, spazio al teatro e alle azioni civili: un percorsi guidato da animatori, attori e pedagogisti che porterà alla realizzazione di esperienze dirette e a una performance pubblica durante la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia. Una restituzione aperta alla cittadinanza, alle famiglie e alle istituzioni.
Il Sindaco Massimo Cavazzana sottolinea come le risorse di 16.200 euro derivino dai fondi per la legalità e la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori ricevuti per due episodi e che gli stessi serviranno per questo importante progetto.
«È una grande sfida che ci vede tutti impegnati da protagonisti attivi», sottolinea il sindaco. «La legalità non è un tema da trattare una volta l’anno, ma un modo di vivere la comunità. E questo progetto ci permette di costruirla insieme, passo dopo passo, con i nostri ragazzi al centro».
Tribano sceglie così di investire sul futuro, convinta che la cultura della legalità si costruisca con la conoscenza, con l’esempio e con la partecipazione. Una comunità che educa è una comunità che cresce.
L’amministrazione comunale ha scelto di investire su un cammino educativo che unisce testimonianze, laboratori, visite, narrazione civile e teatro. Un percorso che accompagna gli studenti per tre anni, con l’obiettivo di trasformare la legalità da concetto astratto a pratica quotidiana, vissuta e condivisa.
Il progetto si articola in tre fasi: capire, raccontare, agire.
Nel primo anno gli studenti incontreranno esperti di Avviso Pubblico, di Libera, testimonial, giornalisti e illustratori che lavorano sulla memoria civile, e autrici che raccontano le storie delle vittime innocenti di mafia. Un viaggio che aiuta i ragazzi a comprendere la complessità dei fenomeni mafiosi e a riconoscere il valore delle scelte etiche.
Il secondo anno sarà dedicato alla narrazione sociale: visite ai beni confiscati, laboratori di podcast, approfondimenti su ecomafie e corruzione. I ragazzi diventeranno autori di un podcast civico, raccontando la legalità con la loro voce.
Nel terzo anno, invece, spazio al teatro e alle azioni civili: un percorsi guidato da animatori, attori e pedagogisti che porterà alla realizzazione di esperienze dirette e a una performance pubblica durante la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia. Una restituzione aperta alla cittadinanza, alle famiglie e alle istituzioni.
Il Sindaco Massimo Cavazzana sottolinea come le risorse di 16.200 euro derivino dai fondi per la legalità e la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori ricevuti per due episodi e che gli stessi serviranno per questo importante progetto.
«È una grande sfida che ci vede tutti impegnati da protagonisti attivi», sottolinea il sindaco. «La legalità non è un tema da trattare una volta l’anno, ma un modo di vivere la comunità. E questo progetto ci permette di costruirla insieme, passo dopo passo, con i nostri ragazzi al centro».
Tribano sceglie così di investire sul futuro, convinta che la cultura della legalità si costruisca con la conoscenza, con l’esempio e con la partecipazione. Una comunità che educa è una comunità che cresce.
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