Un edificio che torna a vivere, una comunità che guarda al futuro e una nuova porta aperta per i pellegrini che attraversano il territorio. Domenica sarà inaugurato a San Luca di Tribano il secondo ostello nato nell’ambito del progetto Piccoli Borghi, un’iniziativa che continua a trasformare idee, luoghi e opportunità in occasioni concrete di sviluppo e accoglienza.
La struttura sorge all’interno dell’ex canonica della Parrocchia di San Luca, messa a disposizione dalla comunità parrocchiale e recuperata grazie alla determinazione di una giovane cooperativa che ha scelto di investire sul territorio. Determinante anche il ruolo del Comune di Tribano, che ha ottenuto i finanziamenti destinati al progetto e alle attività economiche coinvolte, autorizzando inoltre il cambio di destinazione d’uso necessario per trasformare l’immobile in una struttura ricettiva.
L’ostello dispone di cinque camere da letto, cucina attrezzata, lavanderia, reception, servizi e spazi dedicati all’accoglienza, per un totale di sedici posti letto destinati a pellegrini, turisti e viaggiatori.
Un tassello importante che si inserisce lungo i grandi cammini della spiritualità e del turismo lento, dalla Via Romea Germanica al Cammino di Sant’Antonio, percorsi che ogni anno accompagnano migliaia di persone alla scoperta di luoghi autentici e comunità ospitali.
«L’apertura di questo secondo ostello rappresenta un traguardo importante per San Luca e per tutta la nostra comunità», sottolinea il sindaco Massimo Cavazzana. «È la dimostrazione che la collaborazione tra istituzioni, parrocchia e giovani imprenditori può generare risultati concreti e duraturi. Questo progetto si inserisce perfettamente nella strategia di valorizzazione dei nostri borghi e dei cammini che attraversano il territorio. Un ringraziamento particolare va a Don Andrea e a tutti i ragazzi che hanno creduto con coraggio in questa sfida, trasformando una struttura inutilizzata in una nuova opportunità di crescita e di accoglienza».
Soddisfazione anche da parte del parroco Don Andrea Tieto, che ha seguito da vicino il percorso di recupero dell’ex canonica.
«Siamo felici di poterci inserire nei percorsi dei pellegrinaggi restituendo nuova vita ad una struttura che fino ad oggi non era utilizzata. Il nuovo Ostello dei Viandanti sarà un luogo di ospitalità per i pellegrini ma anche un punto di riferimento e di rinnovamento per tutta la comunità di San Luca. Grazie a tutto il gruppo che ha preso a cuore questa struttura e ne ha curato il recupero in ogni dettaglio».
Parole che raccontano il significato più profondo dell’iniziativa: non soltanto la nascita di una struttura ricettiva, ma il recupero di uno spazio simbolico che torna a essere luogo di incontro, relazione e servizio.
L’inaugurazione di domenica rappresenta dunque molto più di un semplice taglio del nastro. È la testimonianza di una comunità che sceglie di investire sulle proprie risorse, di valorizzare il patrimonio esistente e di aprire le porte a chi percorre le strade della fede, della scoperta e dell’incontro.
Per San Luca e per Tribano è una nuova tappa di un cammino iniziato da tempo: quello che trasforma i piccoli borghi in luoghi vivi, capaci di accogliere, raccontarsi e costruire futuro.
La struttura sorge all’interno dell’ex canonica della Parrocchia di San Luca, messa a disposizione dalla comunità parrocchiale e recuperata grazie alla determinazione di una giovane cooperativa che ha scelto di investire sul territorio. Determinante anche il ruolo del Comune di Tribano, che ha ottenuto i finanziamenti destinati al progetto e alle attività economiche coinvolte, autorizzando inoltre il cambio di destinazione d’uso necessario per trasformare l’immobile in una struttura ricettiva.
L’ostello dispone di cinque camere da letto, cucina attrezzata, lavanderia, reception, servizi e spazi dedicati all’accoglienza, per un totale di sedici posti letto destinati a pellegrini, turisti e viaggiatori.
Un tassello importante che si inserisce lungo i grandi cammini della spiritualità e del turismo lento, dalla Via Romea Germanica al Cammino di Sant’Antonio, percorsi che ogni anno accompagnano migliaia di persone alla scoperta di luoghi autentici e comunità ospitali.
«L’apertura di questo secondo ostello rappresenta un traguardo importante per San Luca e per tutta la nostra comunità», sottolinea il sindaco Massimo Cavazzana. «È la dimostrazione che la collaborazione tra istituzioni, parrocchia e giovani imprenditori può generare risultati concreti e duraturi. Questo progetto si inserisce perfettamente nella strategia di valorizzazione dei nostri borghi e dei cammini che attraversano il territorio. Un ringraziamento particolare va a Don Andrea e a tutti i ragazzi che hanno creduto con coraggio in questa sfida, trasformando una struttura inutilizzata in una nuova opportunità di crescita e di accoglienza».
Soddisfazione anche da parte del parroco Don Andrea Tieto, che ha seguito da vicino il percorso di recupero dell’ex canonica.
«Siamo felici di poterci inserire nei percorsi dei pellegrinaggi restituendo nuova vita ad una struttura che fino ad oggi non era utilizzata. Il nuovo Ostello dei Viandanti sarà un luogo di ospitalità per i pellegrini ma anche un punto di riferimento e di rinnovamento per tutta la comunità di San Luca. Grazie a tutto il gruppo che ha preso a cuore questa struttura e ne ha curato il recupero in ogni dettaglio».
Parole che raccontano il significato più profondo dell’iniziativa: non soltanto la nascita di una struttura ricettiva, ma il recupero di uno spazio simbolico che torna a essere luogo di incontro, relazione e servizio.
L’inaugurazione di domenica rappresenta dunque molto più di un semplice taglio del nastro. È la testimonianza di una comunità che sceglie di investire sulle proprie risorse, di valorizzare il patrimonio esistente e di aprire le porte a chi percorre le strade della fede, della scoperta e dell’incontro.
Per San Luca e per Tribano è una nuova tappa di un cammino iniziato da tempo: quello che trasforma i piccoli borghi in luoghi vivi, capaci di accogliere, raccontarsi e costruire futuro.
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