Bilanci sempre più fragili, costi in costante aumento e nuove responsabilità affidate ai Comuni senza adeguate coperture finanziarie. È questo il quadro emerso nel Comitato Direttivo di ANCI riunito a Roma dal presidente Gaetano Manfredi, che ha definito l'attuale situazione degli enti locali una delle più difficili degli ultimi anni.
Nel corso dell'incontro, ANCI ha formalizzato al Governo la richiesta di uno stanziamento straordinario di almeno un miliardo di euro nella prossima Legge di Bilancio per garantire la tenuta dei servizi essenziali e scongiurare il rischio di un progressivo indebolimento dell'azione amministrativa dei Comuni.
Tra le principali criticità evidenziate dai sindaci figurano l'aumento dei costi energetici e dell'inflazione, che continua a pesare sui bilanci comunali, gli elevati oneri legati all'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, la crescente domanda di assistenza specialistica per gli studenti con disabilità e la necessità di rafforzare gli organici della Polizia Locale attraverso un piano straordinario di assunzioni che possa garantire maggiore sicurezza e presidio del territorio.
Tra i temi affrontati durante la riunione è intervenuto anche Massimo Cavazzana, vicepresidente di ANCI Nazionale e sindaco di Tribano, che ha richiamato l'attenzione sulla grande sfida rappresentata dal Piano Nazionale di Ripristino della Natura, destinato a incidere in maniera significativa sull'attività amministrativa dei Comuni italiani.
«Siamo di fronte a una trasformazione che interesserà tutto il sistema delle autonomie locali - ha sottolineato Cavazzana -. Il Piano coinvolge potenzialmente tutti i Comuni italiani perché riguarda la tutela e il recupero degli ecosistemi urbani, agricoli, forestali, fluviali, costieri e marini. Ma sono soprattutto gli enti urbani e periurbani a essere chiamati fin da subito a programmare interventi e strategie adeguate».
Particolare attenzione è stata posta sull'articolo 8 del Regolamento europeo dedicato agli ecosistemi urbani, che interesserà direttamente oltre 2.700 Comuni italiani classificati secondo i criteri europei DEGURBA, quota che supera il 40% se si considerano anche le aree periurbane.
L'obiettivo fissato dall'Europa è particolarmente sfidante: fermare entro il 2030 qualsiasi perdita netta di verde urbano e di copertura arborea rispetto alla situazione esistente, avviando successivamente un percorso di incremento progressivo delle aree verdi e delle superfici alberate.
«È una sfida che richiede programmazione, competenze tecniche e adeguate risorse economiche - ha evidenziato Cavazzana -. Per questo ANCI intende affiancare tutti i Comuni italiani, grandi e piccoli, nel percorso di applicazione delle nuove disposizioni, favorendo strumenti operativi, supporto tecnico e confronto istituzionale con il Governo».
Durante il dibattito è stato inoltre ricordato che la bozza italiana del Piano Nazionale di Ripristino della Natura è stata presentata il 25 settembre 2026 e che il documento dovrà diventare operativo entro il 1° settembre 2027, previa intesa in Conferenza Unificata. Tuttavia gli effetti del Regolamento europeo risultano già rilevanti fin dall'entrata in vigore della normativa, che assume come riferimento lo stato del patrimonio verde e boschivo esistente e impone agli enti locali di programmare fin d'ora le proprie politiche territoriali.
Dal Direttivo ANCI è emersa quindi una doppia richiesta: da un lato risorse immediate per garantire la sostenibilità finanziaria dei Comuni, dall'altro strumenti e finanziamenti adeguati per accompagnare le amministrazioni locali nelle grandi transizioni ambientali che l'Europa richiede.
«I Comuni sono il primo presidio di prossimità per cittadini e imprese - conclude Cavazzana - Se vogliamo comunità più sicure, inclusive e sostenibili, dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di poter governare il cambiamento. Nessuno può essere lasciato solo di fronte a sfide così impegnative».
Nel corso dell'incontro, ANCI ha formalizzato al Governo la richiesta di uno stanziamento straordinario di almeno un miliardo di euro nella prossima Legge di Bilancio per garantire la tenuta dei servizi essenziali e scongiurare il rischio di un progressivo indebolimento dell'azione amministrativa dei Comuni.
Tra le principali criticità evidenziate dai sindaci figurano l'aumento dei costi energetici e dell'inflazione, che continua a pesare sui bilanci comunali, gli elevati oneri legati all'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, la crescente domanda di assistenza specialistica per gli studenti con disabilità e la necessità di rafforzare gli organici della Polizia Locale attraverso un piano straordinario di assunzioni che possa garantire maggiore sicurezza e presidio del territorio.
Tra i temi affrontati durante la riunione è intervenuto anche Massimo Cavazzana, vicepresidente di ANCI Nazionale e sindaco di Tribano, che ha richiamato l'attenzione sulla grande sfida rappresentata dal Piano Nazionale di Ripristino della Natura, destinato a incidere in maniera significativa sull'attività amministrativa dei Comuni italiani.
«Siamo di fronte a una trasformazione che interesserà tutto il sistema delle autonomie locali - ha sottolineato Cavazzana -. Il Piano coinvolge potenzialmente tutti i Comuni italiani perché riguarda la tutela e il recupero degli ecosistemi urbani, agricoli, forestali, fluviali, costieri e marini. Ma sono soprattutto gli enti urbani e periurbani a essere chiamati fin da subito a programmare interventi e strategie adeguate».
Particolare attenzione è stata posta sull'articolo 8 del Regolamento europeo dedicato agli ecosistemi urbani, che interesserà direttamente oltre 2.700 Comuni italiani classificati secondo i criteri europei DEGURBA, quota che supera il 40% se si considerano anche le aree periurbane.
L'obiettivo fissato dall'Europa è particolarmente sfidante: fermare entro il 2030 qualsiasi perdita netta di verde urbano e di copertura arborea rispetto alla situazione esistente, avviando successivamente un percorso di incremento progressivo delle aree verdi e delle superfici alberate.
«È una sfida che richiede programmazione, competenze tecniche e adeguate risorse economiche - ha evidenziato Cavazzana -. Per questo ANCI intende affiancare tutti i Comuni italiani, grandi e piccoli, nel percorso di applicazione delle nuove disposizioni, favorendo strumenti operativi, supporto tecnico e confronto istituzionale con il Governo».
Durante il dibattito è stato inoltre ricordato che la bozza italiana del Piano Nazionale di Ripristino della Natura è stata presentata il 25 settembre 2026 e che il documento dovrà diventare operativo entro il 1° settembre 2027, previa intesa in Conferenza Unificata. Tuttavia gli effetti del Regolamento europeo risultano già rilevanti fin dall'entrata in vigore della normativa, che assume come riferimento lo stato del patrimonio verde e boschivo esistente e impone agli enti locali di programmare fin d'ora le proprie politiche territoriali.
Dal Direttivo ANCI è emersa quindi una doppia richiesta: da un lato risorse immediate per garantire la sostenibilità finanziaria dei Comuni, dall'altro strumenti e finanziamenti adeguati per accompagnare le amministrazioni locali nelle grandi transizioni ambientali che l'Europa richiede.
«I Comuni sono il primo presidio di prossimità per cittadini e imprese - conclude Cavazzana - Se vogliamo comunità più sicure, inclusive e sostenibili, dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di poter governare il cambiamento. Nessuno può essere lasciato solo di fronte a sfide così impegnative».
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