Una nuova scala per tornare a rendere pienamente accessibile uno dei punti più suggestivi della Rocca di Monselice. È stata inaugurata questa mattina la nuova struttura di accesso al Mastio Federiciano, intervento dal valore di 300mila euro realizzato per migliorare la fruibilità della fortezza medievale che domina il Colle della Rocca.
Un’opera progettata con particolare attenzione al delicato contesto storico e monumentale. La scala, infatti, è completamente autoportante, indipendente e distaccata dalle murature storiche. Realizzata in acciaio, è stata pensata per integrarsi con il Mastio senza modificarne le caratteristiche.
A sottolinearlo è stato l’assessore regionale al Patrimonio Filippo Giacinti, che ha definito l’intervento un esempio di equilibrio tra tutela e accessibilità. “In un luogo di straordinario valore storico e architettonico come la Rocca di Monselice – ha spiegato – intervenire significa prima di tutto prendersi cura di ciò che esiste e trovare soluzioni capaci di coniugare conservazione e accessibilità”.
Particolare attenzione è stata riservata anche ai punti di appoggio della struttura. “Gli unici punti di appoggio sono il pianerottolo di partenza e quello di arrivo – ha aggiunto Giacinti – e, per quest’ultimo, sono state utilizzate aperture già presenti nella muratura, evitando nuovi ancoraggi e ulteriori modifiche al manufatto”.
Per arrivare alla realizzazione della scala è stato necessario affrontare anche le difficoltà legate alla conformazione del colle e alla posizione della Rocca. Gli elementi della carpenteria, viste le loro dimensioni, sono stati prima assemblati e verificati a terra e soltanto successivamente trasportati e posizionati sulla sommità con l’utilizzo di un elicottero. Una soluzione complessa, ma necessaria per limitare l’impatto delle lavorazioni sul monumento e sul paesaggio circostante.
La nuova infrastruttura non rappresenta però soltanto un intervento funzionale. La possibilità di raggiungere nuovamente il Mastio permette infatti di valorizzare anche il suo ruolo di punto panoramico sulla città di Monselice e sul territorio circostante.
“Abbiamo una nuova infrastruttura che permette di raggiungere il Mastio e che può contribuire a valorizzarlo anche come straordinario punto panoramico sulla città di Monselice e sul territorio circostante”, ha sottolineato Giacinti.
Uno degli aspetti considerati maggiormente significativi riguarda inoltre la reversibilità dell’opera. La scala può essere rimossa in qualsiasi momento senza provocare danni alle strutture monumentali e alle preesistenze archeologiche. Una caratteristica che consente di mantenere l’intervento compatibile con le esigenze future di tutela e conservazione del complesso.
L’inaugurazione è stata anche l’occasione per fare il punto sul più ampio programma di interventi che la Regione del Veneto sta portando avanti sulla Rocca. La nuova scala è infatti soltanto un tassello di un progetto complessivo che prevede uno stanziamento superiore ai 4,4 milioni di euro e che punta a intervenire contemporaneamente sulla sicurezza, sulla conservazione, sul recupero funzionale degli spazi e sull’accessibilità dell’intero complesso.
Nel programma rientrano il Castello Cini e il Palazzo della Biblioteca, il recupero degli spazi dell’ex Palazzo della Biblioteca, il progetto per le coperture del Castello Cini e quello relativo a Casa Salotto, oltre agli interventi sull’accessibilità dei percorsi e alla valorizzazione di Casa Bernardini come nuovo polo di accoglienza.
“Ogni intervento – ha spiegato Giacinti – risponde a un’esigenza specifica, ma tutti sono rivolti allo stesso obiettivo di rendere la Rocca sempre più sicura, accessibile, conosciuta e capace di ospitare attività culturali e di attrarre visitatori”.
Un percorso che, nelle intenzioni della Regione, proseguirà nei prossimi anni attraverso la collaborazione con il Comune di Monselice, la Parrocchia, la Soprintendenza e gli altri soggetti coinvolti. “La Regione continuerà a investire sulla Rocca – ha concluso l’assessore – per completare progressivamente gli interventi necessari”.
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