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  • 27 Febbraio 2026
  • Nazionale
Vicepresidente nazionale ANCI – Delegato a Lavoro e Formazione

P.I.C.C.O.L.I.: “Rendere strutturale il supporto ai Comuni. Difendere scuole, sanità e contrastare lo spopolamento con una visione nazionale ampia e lungimirante”

«Il progetto P.I.C.C.O.L.I. ha dimostrato che quando ai Comuni vengono garantiti strumenti, competenze e accompagnamento operativo, la capacità amministrativa cresce e i territori rispondono. Ora questa esperienza deve diventare strutturale: non un intervento a tempo, ma una politica nazionale stabile, capace di sostenere davvero i piccoli Comuni, soprattutto nelle aree rurali e montane.»

Lo afferma il Vicepresidente nazionale dell’ANCI con delega a Lavoro e Formazione, intervenendo alla presentazione della relazione finale del progetto.

«I Comuni sono le prime sentinelle dello Stato. Difendono servizi essenziali che non possono essere persi: scuole, presidi sanitari, servizi sociali di prossimità. Se questi servizi chiudono, interi territori si spengono. E con essi si indebolisce la capacità del Paese di contrastare lo spopolamento, che oggi è una delle sfide più urgenti.»

Il Vicepresidente sottolinea che i territori non centrali non sono “vuoti” da riempire, ma infrastrutture ambientali fondamentali: custodiscono paesaggi, biodiversità, risorse idriche, filiere agricole, tradizioni e patrimoni materiali e immateriali che rappresentano un valore nazionale. «Se questi territori vengono meno, i problemi aumentano per tutti: più dissesto, più fragilità, meno coesione. Per questo serve una visione ampia, capace di riconoscere il ruolo strategico delle comunità locali.»

La relazione finale del progetto P.I.C.C.O.L.I. indica con chiarezza le priorità per la prossima stagione di riforme:

1. Superare definitivamente i tetti di spesa storica, adottando criteri basati sui fabbisogni reali dei territori.
2. Stabilizzare il personale, garantendo figure tecniche e amministrative stabili, indispensabili per la gestione delle funzioni associate e dei servizi locali.
3. Rendere strutturale il modello P.I.C.C.O.L.I., trasformandolo in un’infrastruttura permanente di supporto ai Comuni.
4. Contrastare lo spopolamento, valorizzando le qualità locali, i patrimoni materiali e la storia dei territori.
5. Costruire una strategia nazionale pluriennale, con investimenti certi e continui, differenziata tra grandi città e piccoli Comuni.


«Il decreto Stato–Città deve riconoscere la diversità dei territori: un Comune di 500 abitanti non può essere trattato come una città di 100.000. Servono regole asimmetriche, strumenti adeguati e una visione che metta al centro le comunità locali.»

Il Vicepresidente annuncia inoltre che ANCI produrrà un position paper nazionale per indicare al Governo e al Parlamento le priorità emerse dal progetto.

«ANCI deve continuare a cambiare pelle: da semplice rappresentanza a piattaforma operativa capace di accompagnare i Comuni ogni giorno. Difendere i servizi essenziali, rafforzare la capacità amministrativa e sostenere i territori più fragili non è solo una scelta tecnica: è una scelta di Paese.»

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