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  • 03 Aprile 2026
Sentenza Udine, Cavazzana (ANCI): «Preoccupazione per il futuro della Protezione Civile. Necessari strumenti e formazione per i Sindaci»TRIBANO (PD) – La recente sentenza del Tribunale di Udine, che ha condannato a un anno di reclusione il sindaco di Preone, Andrea Martinis, per il tragico decesso di un volontario durante un'emergenza, solleva riflessioni profonde tra gli amministratori locali. Sul tema interviene Massimo Cavazzana, Sindaco di Tribano e Vicepresidente Nazionale di ANCI, che esprime una posizione di ferma attenzione riguardo alla tenuta del sistema di soccorso.Solidarietà e vicinanza istituzionaleIl primo cittadino di Tribano esprime anzitutto vicinanza ai soggetti coinvolti nella vicenda giudiziaria:«Esprimo piena solidarietà al collega Martinis e al coordinatore della Protezione Civile. È doveroso ricordare che i Sindaci operano spesso in condizioni di estrema urgenza e l'esito di questo processo tocca da vicino chiunque indossi la fascia tricolore con senso di responsabilità».Preoccupazione per l'equilibrio del sistemaLungi dai toni allarmistici, Cavazzana manifesta tuttavia una forte preoccupazione per le conseguenze burocratiche e operative che tali precedenti possono generare:«Siamo seriamente preoccupati per l'impatto che questa sentenza può avere sul pilastro del volontariato. Il rischio, come evidenziato anche da altri colleghi, è che il timore di responsabilità penali eccedenti il controllo umano scoraggi i cittadini dal mettersi a disposizione della comunità. Il sistema della Protezione Civile si regge su un equilibrio delicato che va preservato da interpretazioni che caricano il Sindaco di responsabilità per eventi definiti "imprevedibili" ».L'appello: Formazione e strumenti normativiLa soluzione, secondo il Vicepresidente ANCI, risiede in un investimento strutturale sulla competenza, supportato da tutele chiare:«I Sindaci non fuggono dalle proprie responsabilità, ma chiedono di essere messi in condizione di esercitarle al meglio. Richiediamo strumenti concreti per la formazione sia dei primi cittadini che dei volontari. È fondamentale che anche noi amministratori ci impegniamo attivamente nel percorso formativo, ma per farlo abbiamo bisogno che il legislatore fornisca i mezzi necessari. Non si può gestire la sicurezza solo con criteri probabilistici senza una protezione normativa che distingua tra colpa reale e rischio residuo ineliminabile »

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