WhatsApp-Image-2026-10-09-at-14.26.47-1.jpeg
  • 13 Ottobre 2026
  • PROVINCIA DI PADOVA

Non sarà più possibile considerare il verde urbano come un elemento accessorio della pianificazione: con la nuova normativa europea sul ripristino della natura ("Nature Restoration Law"), la presenza di alberi e aree verdi entra tra gli elementi che le amministrazioni dovranno tutelare e programmare nel tempo.

È questo il tema al centro dell’intervento di Massimo Cavazzana, consigliere della Provincia di Padova con delega a Urbanistica, Pianificazione Territoriale e Tutela del Paesaggio, all’incontro che si è svolto di recente nella sala convegni Zairo dell’Ordine degli Architetti di Padova. La relazione di Cavazzana, in particolare, è stata dedicata agli effetti del regolamento sulle politiche urbanistiche e il suo effetto sulle amministrazioni locali.

 

La “Nature Restoration Law”

Il regolamento dell’Unione Europea è entrato in vigore nell’agosto 2024 e introduce obiettivi vincolanti per tutti gli Stati membri: il recupero del 30 per cento degli habitat degradati entro il 2030, del 90 per cento entro il 2050. Tra le disposizioni di maggiore interesse per i Comuni c’è quella relativa agli ecosistemi urbani. Il principio stabilisce che entro il 2030 non dovrà esserci una perdita netta rispetto alla quantità complessiva di verde urbano e di copertura arborea rilevata nel 2024. L’Italia ha scelto di applicare questo criterio all’intero territorio comunale attraverso le Unità amministrative locali, con l’obiettivo di garantire chiarezza ed evitare frammentazioni.

La conseguenza è diretta a livello di Urbanistica e Pianificazione territoriale, in quanto determina un cambio di prospettiva per la pianificazione locale. Non si tratta di un blocco generalizzato delle trasformazioni urbanistiche, ma di un nuovo vincolo che inciderà sulle modalità con cui queste vengono progettate: ad ogni area verde “tolta” per fare spazio a un’area urbanizzata, dovrà corrispondere la medesima superficie verde che prende il posto di un’area urbanizzata.

Il rispetto degli obiettivi sarà verificato attraverso sistemi di monitoraggio satellitari e sulle tecnologie europee di osservazione della Terra del programma Copernicus. La disponibilità di dati omogenei e verificabili rende quindi fondamentale la conoscenza del patrimonio verde dei territori.

La mappatura in Provincia

In Veneto, secondo la classificazione Eurostat, sono 274 i Comuni individuati come città, piccole città e sobborghi e direttamente interessati dall’obbligo di evitare la perdita netta di verde urbano. Sono il 48,93 per cento dei Comuni della regione. In provincia di Padova i Comuni interessati sono 58 su 102 (il conteggio comprendeva i Comuni di Carceri e Vighizzolo d’Este separatamente rispetto alla fusione odierna in Santa Caterina d’Este).

Per le amministrazioni significa anticipare il lavoro: mappare il verde esistente, verificare gli strumenti urbanistici, aggiornare i dati e integrare questi elementi nelle future scelte di trasformazione del territorio.

L’appuntamento formativo intende offrire un momento di approfondimento sul nuovo quadro normativo e sulle sue ricadute operative, mettendo in relazione il livello europeo con quello nazionale e locale. Al centro del confronto ci sarà anche il Piano nazionale di ripristino (PNR), lo strumento attraverso il quale l’Italia è chiamata a dare attuazione agli obiettivi europei, con il coordinamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il coinvolgimento del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il supporto tecnico-scientifico di ISPRA.

Le dichiarazioni

«La legge europea sul ripristino della natura segna una cesura rispetto al passato, uno storico cambio di paradigma - afferma il consigliere provinciale Massimo Cavazzana -. Non siamo infatti di fronte a una mera norma ambientale, perché riguarda invece molteplici aspetti della vita umana: il modo in cui viviamo le nostre città, la salute delle persone, la qualità dei quartieri e la capacità dei territori di affrontare i cambiamenti climatici. Il punto di partenza è il rapporto diretto tra qualità dell'ambiente e benessere. La novità epocale introdotta dal Regolamento riguarda il modo in cui le Amministrazioni dovranno programmare. La qualità del territorio diventa un criterio di riferimento per tutti e per tutte le scelte urbanistiche e dovrà essere misurata attraverso criteri comuni: il compito della Provincia di Padova sarà dunque agevolare i Comuni nell’applicazione della nuova norma, nel rispetto delle previsioni di piano esistenti».

«Tra le funzioni più significative attribuite alla Provincia vi è quella di orientare lo sviluppo del territorio attraverso strumenti di pianificazione capaci di coniugare crescita, sostenibilità e tutela delle identità locali - aggiunge il presidente della Provincia Daniele Canella -. L'attività più importante realizzata recentemente, è stata l'avvio della Variante Generale al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, con l'obiettivo di costruire una visione che prepari il territorio padovano alle sfide dei prossimi decenni: transizione energetica, mobilità sostenibile, consumo di suolo, competitività economica, rigenerazione territoriale e resilienza ambientale.

Tra i numerosi altri strumenti urbanistici provinciali, non possiamo dimenticare la mappatura delle aree agricole di pregio dell'intero territorio; la pianificazione unitaria dei Colli Euganei, documento strategico destinato a costituire la base per la futura elaborazione del PATI tematico.

A questo, vanno aggiunti anche i PATI del Conselvano, dell'Estense, del Monselicense e del Montagnanese, gli Uffici di Piano, oltre ad aver avviato nuove progettualità che coinvolgono le amministrazioni del Piovese e i PAT dei singoli piccoli Comuni (Arquà Petrarca, Arre, Bagnoli di Sopra, Barbona, Battaglia Terme, Casale di Scodosia, Correzzola, Grantorto, Lozzo Atestino, Pernumia, Urbana e Vescovana)».

Verde urbano, 58 Comuni del Padovano coinvolti nella nuova legge europea
https://www.padovaoggi.it/attualita/padova-legge-ripristino-natura-provincia-13-ottobre-2026.html
© PadovaOggi

Condividi con noi le tue idee

Accetto l'informativa sulla privacy